Quello che è accaduto a Boscoreale non è un episodio isolato, ma l’ennesima riprova di un sistema malato che vuole le lavoratrici e i lavoratori invisibili, ricattabili e sottomessi, l’ennesima dimostrazione di come la violenza padronale e il razzismo sistemico cerchino di soffocare la dignità di chi lavora.

Dopo la messa in onda del servizio di SkyTG24 (“2 euro l’ora, il viaggio di SkyTG24 nel lavoro sfruttato” https://www.retevesuvianasolidale.it/rassegna-stampa-2-euro-lora-il-viaggio-di-skytg24-nel-lavoro-sfruttato/ ) del 13 agosto scorso, uno dei nostri compagni e utenti dello Sportello Diritti — che da 15 anni è al fianco delle persone — è stato bersaglio di gravissime minacce. Individui a lui sconosciuti gli hanno intimato di lasciare il territorio dopo la sua coraggiosa denuncia sulle condizioni di sfruttamento nell’agricoltura locale. A questa aggressione si è aggiunto l’immediato ricatto abitativo del proprietario della casa in cui alloggiava, ha intimato lo sfratto a chi ha sempre pagato l’affitto con regolarità per vivere, in realtà, in un casolare fatiscente a ridosso di una serra senza nessun contratto di locazione.

Intanto abbiamo provveduto a trasferire il nostro amico e fratello in un luogo sicuro e provvederemo a sporgere denuncia formale alle autorità competenti. Ma sia chiara una cosa a chi sfrutta e a chi si sente impunito, ai signori del caporalato, ai padroni arricchiti sul sangue delle sorelle e dei fratelli  migranti e a chi pensa che l’omertà sia la padrona di queste terre, mandiamo un messaggio chiaro, forte e inequivocabile: non ci faremo intimidire e non lasceremo sole le persone.

Da anni viviamo la zona vesuviana al fianco di chi suda nei campi e produce la ricchezza di questo territorio senza veder riconosciuto un briciolo di dignità. Il clima di odio, razzismo e violenza padronale non metterà a tacere chi costruisce solidarietà e resistenza dal basso.

La terra è di chi la lavora, non di chi la specula sulla pelle delle persone.

La dignità non si calpesta: ogni intimidazione troverà una barriera collettiva pronta a fare scudo.

Questo territorio non appartiene ai caporali né a chi lucra sulla disperazione. Noi continuiamo e continueremo ad essere presenti al fianco delle nostre sorelle e dei nostri fratelli.