articolo pubblicato su Comune-info il 28/04/2026
Nei giorni scorsi, davanti all’ingresso dell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno, un uomo di 36 anni è stato fatto scendere da un’auto e lasciato lì, in condizioni disperate. Si chiamava Paul Neeraj, era cittadino indiano. È morto dopo alcuni giorni di agonia. Comincia con un grido per Paul l’articolo-inchiesta della Rete vesuviana solidale che nasce dagli Sportelli diritti sparsi nel territorio intorno a Napoli, ma prima di tutto dalla vita di ogni giorno, quella che non fa notizia, condivisa con Rajeesh, Youssef, Sharif, Milan, Muhammad… Le loro storie raccontano di letti fatti di materassi poggiati a terra e vestiti raccolti in una busta, di lavori sottopagati in agricoltura come nei cantieri e nella logistica, di debiti infiniti, di abusi e Cpr, di aggressioni razziste subite in strada. L’articolo individua nelle leggi sulle migrazioni, a cominciare dai decreti flussi e nelle procedure amministrative, ma anche nella mancanza della residenza, la cause che favoriscono i soprusi. Per questo la Rete vesuviana solidale ha accolto l’invito dei migranti per un Primo Maggio con cui rompere l’invisibilità di tanti lavoratori e lavoratrici