Storie di confini, umanità e resistenza nelle scuole del territorio vesuviano

C’è un filo sottile ma resistente che attraversa le pagine di Quello che resta, il volume pubblicato dalla casa editrice Melagrana nel 2023 e tornato in ristampa nel 2025, realizzato con il supporto del CSV di Napoli. È il filo delle vite sospese, dei viaggi forzati, delle frontiere attraversate non solo geograficamente ma anche umanamente. Un racconto corale che nasce dall’esperienza degli ospiti del progetto SAI di Scisciano e che oggi si sta trasformando in uno strumento concreto di educazione e consapevolezza.

Il libro raccoglie testimonianze dirette di chi ha vissuto sulla propria pelle l’attraversamento di deserti, mari e confini blindati. Racconti che non risparmiano nulla: la violenza, la disumanità, le attese interminabili. Ma accanto a tutto questo, emerge una forza silenziosa, una speranza che, pur messa alla prova, non si spegne mai del tutto.

Negli ultimi anni, Quello che resta ha intrapreso un percorso che va oltre la pagina scritta. Grazie all’impegno della Rete Vesuviana Solidale, il libro è stato portato nelle scuole del territorio, trasformandosi in occasione di dialogo diretto tra studenti e protagonisti delle storie narrate. Un’esperienza che ha assunto dimensioni significative negli ultimi sei mesi, all’interno della 7° edizione di Risonanze Filosofiche dell’Ass. Oltremarigliano: nove istituti scolastici coinvolti, tra scuole secondarie di primo e secondo grado, e oltre 4000 studenti raggiunti.

Gli istituti coinvolti sono stati I.C. Siani-Alighieri” di Marigliano, l’I.C. Don Milani- Aliperti” di Marigliano, L’I.C. “Pacinotti” di Marigliano, l’I.C. “Carducci di Mariglianella, il Liceo Scientifico “Colombo” di Marigliano, l’ISS “ Rossi Doria” di Marigliano, il  Liceo Classico “Carducci” di Nola, L’Istituto “Masulo Theti” di Nola e l’ I.C. Omodeo – Beethoven di Scisciano.

In ogni incontro, le parole scritte si sono intrecciate con le voci vive di chi quei viaggi li ha affrontati davvero. Testimonianze capaci di rompere stereotipi e distanze, restituendo umanità a numeri spesso raccontati solo come emergenze.

Non è un caso che il libro venga sempre più riconosciuto come uno strumento efficace nella lotta al razzismo e nella promozione dell’integrazione. Un impegno ribadito anche nell’ambito della Settimana UNAR 2026, durante la quale il volume è stato presentato presso l’Università Suor Orsola Benincasa, ampliando ulteriormente il pubblico e il confronto.

Quello che resta non è soltanto un libro di storie migranti. È un dispositivo culturale che interroga, scuote e invita a prendere posizione. In un tempo in cui il rischio dell’indifferenza è sempre dietro l’angolo, queste pagine ricordano che dietro ogni viaggio c’è una persona, e che ciò che resta, alla fine, è la responsabilità collettiva di ascoltare e comprendere.